BoB Fluttante

(prikedelik@hotbot.com)

 


MUTE LE 2!

con "mute le 2" i nonni, mandano a nanna il resto del plotone.
significa zitti tutti quelli ai quali manca un numero di giorni a due o tre cifre, prima di congedarsi.
cioé lo può strillare solo chi gli mancano 9 giorni o meno.

lo dico perché ho scoperto che non lo sapeva nessuno.

 

 

 

 

Ma che pa-sa, non pa-sa non pa-sa, macché pa-sa!
Pa-sa? Non pa-sa mai non pa-sa.
Quasi disfatto d'ogni pensiero quasi ecco che mi ritrovo per intero e giuro qui e adesso che non pa-sa. Altroché. Solo svegliarsi altro che - solo - ma svegliarsi oltretutto dove?

Giocare e vincere/perdere/ritirarsi sul filo d'una incertezza (?) tipo la sopportazione, sopravvivenza, statistica - la più assoluta riservatezza circa i veri scopi i veri contorni spicciole follie.

Giustifico il tempo fuori, mica quello dentro - la libera uscita - dal corpo dal cosmo dal cervello - viscido circonvallare in semisfere - nella vaschetta di muco.

Fucili isterici e baionette scariche scariche - nemmeno si rizzano più.
Buchi vuoti che resteranno vuoti. Prima si buca e poi si pianta il contenuto per metterlo in mostra finché serve - poi si leva, il contenuto, e si ripone o semplicemente si fa sparire ed il buco restà lì.

Così è pieno di buchi.

GENTILEZZE
nefandezze

Non vuol dire niente... Ma lui o la sua frase?
No no è lui, che non vuole dire niente - perché già a dire resta contaminato ed egli invece rifugge il verbo - abolendo i soggetti dapprima semplificando e poi le copule! Le copule!
Ammassa, impiastriccia, condisce.

Lasciatelo stare/fare
lasciatelo regredire nella sua divisa/grembiulino
fino ad'una infanzia davvero matura
prendere il gioco per quel che é
per quel che c'é
senza inventare nulla nulla nulla
che strana fatica
a lui ci abbasta la fica
quando c'è e se non c'è
la santifica ed allo stesso tempo resiste: e pontifica.

Le differenti scansioni operano su differenti discrimini.

Più brandine e brandine in castelli che ciiiglano ciiiglano.

Qualcosa di VERAMENTE marcio

l'arancio che lo affetta la sera lo guarda
ed affettandosi si sente solo sempre più solo il panorama lo schiaccia come una ridicola infimità cosmica anche se tiene sempre pronto - sempre in memoria - il suo discorsetto da sterminatore da recitare prima subito prima d'uccidere.

Investito dal nulla: è VESTITO del nulla, che si articola in funzioni e sottofunzioni, routine del nulla.

Intanto stampa piastrine a futura memoria le spezzano in caso di morte e mezza la mandano a casa infilando una nuova catena nel foro inferiore supplementare.

Finché si riesce a giocare.

Il panorama è la borgata oltre il muro.

...Trasformami in megafono - m'incepperò.
Quando avrò del vento nel mio cranio
sarò contento, allora, del mio cranio.

Ora vorrei
una tana oscura
calda calda
profooooonda.

una nuova routine una nuova routine una nuova routine una nuova routine una nuova routine una nuova routine una nuova routine una nuova routine una nuova routine una nuova routine una nuova routine una nuova routine una nuova routine una nuova routine una nuova routine una nuova routine una nuova routine una nuova routine

Distrarre ed approfondire approfittare diverse angolature alternative o sostitutive che allora perché non sperimentare - se questo è davvero lo spirito giusto - cerchiamo d'andarci piano - allora deve tutto collidere e quel che non dà fastidio non lo dà e non se ne parla nemmeno.

Ma qualcosa/qualcuna che non abbia cassetti segreti?
Qui il limite corre sul filo del semplice rispetto.
Per esempio rispetto me quale linea scegliere tra purezza/romanticismo assoluto masochismo o dolcissimi lasciarsi andare perfetti lasciarsi cadere/scoppiare/infrangere - pure è giusto ciò?
mutilazioni assolute o parziali (per quel che riguardi le parti più estreme) ingiuste a ben giudicare ma come uscirne senza un rumore di passi almeno che ci possa svegliare?

Se mi svegliassi mi fermerei se mi udissi mi blandirei.

Tornando indietro però egli di nulla si avvede e torna come è venuto - pensando davvero di poterlo fare - nulla immagina delle frecce unidirezionali - ed invece ci riece lo stesso e scinde l'universo divenendolo biverso scinde il senso in prosenso e retrosenso. Non è più eterno non andando solo avanti e procedendo da un'inimmaginabile distanza lontana senza possibilità di verifica o controllo - adesso sì invece che si può tornare a vedere/cambiare/riprovare.

Conta in fraterne d'intuibili e calzette.

In genere l'afferra dietro e lo scuote.
Fermo come un altro pianeta. Eclissi permanenti. Ombre che restano ferme in terra come dipinte alla fine si scavano il solco e se un oggetto va proprio posto lì,
ecco che è meglio fare il calcolo e la sagoma al colore
se poi lo si vuole TUTTO dello stesso colore
creando pure il gioco e l'illusione
che l'ombra sparisca, alle persone
se passano di lì
davanti la sagoma.

Ci crede? O è semplicemente fede?

A me pure mi dispiace alle volte di essere così...
Ma ci sono mille modi lo stesso e pure peggio del Pomì.

E poi dall'oggi al domani, certo.
A 4 mani.

Appare e viene colpito.
Ovunque comunque in ogni tempo e in ogni luogo sotto ogni forma poi, pe quanto diversa e fantasiosa - anche nel regno animale, o minerale, appare e viene colpito!
E taglia e cuci taglia e cuci ecco, montata tutta la sequenza, la sua è una lunghissima morte bellissima poi perché cade sempre nello stesso modo, uomo o ragno che sia, e cambia in continuazione tutto l'insieme ma non il concetto della sua caduta e lo si vede e si può seguire plastico fino a terra - essendo il primo lo sapeva e sentiva questa responsabilità - plastico cade a futura memoria.

Strascichio d'occhi - come un rumore di volgersi a destra tutte le paia assieme - sincrone paia - occhi come ghiaia.
Pezzi tipo schegge imperfezioni colori
incastri e poi
mille milioni di facili
ma poi come sarebbe facili? ripetizioni.

Brogliacci rapporti ed
OMBRE
nero su arancione
col fucile
a destra del corpo
la canna
a sinistra, il calcio
del cazzo
accanto alla baionetta
- che marionetta -
io, lui, tutti
su & giù per le scale
una corsa attraverso il piazzale.

Presidiare 'sto cazzo ecco presidiare cosa.
Da qui?
Da qui neanche ha più senso sapere -
volendo ragionare di informazioni
utili o inutili - che neso può avere?
La luce è anfibia
la luce anfibia.

Come dire nel sacco ed anche sotto l'oceano
non apre perché già sgocciola
ed il freddo non l'abbandona
il poverino
il peperino
il morticino
nessuna speranza nessuno
lo capisce o compatisce
e se sgarra alla sbarra

ouf!

inutile far finta ma quale estro ma quale
fantasia
qui qui qui la muffa
si estende e copre ogni cosa resta al massimo
questa stupida follia
occhi sbarrati dipinti su palpebre cadute
attraversamenti di foglie e battere sui tubi
in lontananza.

Nessun colpevole nessun colpevole
eppure c'è la vittima qui.

Ma poi? Come continuare ecco a tornare e tornare e tornare indietro.
Solo sta tornando sta tornando solo e poi?
Poi gira e rigira ancora gira di fuora e scolora.
A volte la SUA mora.

Chi scade
che scade
le schede?

Viaggiare in quanto via
stare sulla
si viaggia seguendo la via?

Diceva d'essere e non era
d'avere e
non aveva
idea, cognizione, ragguaglio
forse per sbaglio?
Un abbaglio?

Ma eccolo a lavorare, la mattina
come una formichina
che sposta la sua lattina.

Come una formicuzza
raccoglie la sua ideuzza.

Non salutando non ricorrendo senza
davvero farsi sentire o spiare.
Proteggendo la propria nullità
che già essendo segreta acquista interesse
a volte fingendo di fingere disinteresse.

Colpire nel vuoto!
colpire nel vuoto!

Ora che gira - e chi la ferma più - ora
che gira a pieno regime non ci stanno -
e lo fanno pure notare -
ma niente storie, se gli va bene così
non sarò io a fermarla
anzi girerei anch'io se avessi modo.

Mentre questo (mondo) si svuota ed appare
desolato
vuoto d'anime e rassegnazione/ri
cognizione - al di fuori del tempo però
ed è solo
una questione di metodo.

Colpire nel vuoto!
colpire nel vuoto!

Ecco una buona domanda:
chi abita il vuoto?

Le gira la Luna - e se gira la Luna
non la ripiglia nessuna.

Oasi lontane - e poi?
Non si toccano affatto nessuna contiguità spaziale
passate ma quando?
Vicine o lontane è lo stesso
- ma quale senso -
le false pretese/speranze
che limano i mondi

Quel giorno vestivi d'aria
e non potevo prenderti o toccarti
che già questo,
pensarti,
sarebbe stato come averti
(ma tu non ci pensavi)

Quel giorno vestivi di fuoco
e potevo sì toccarti
ma non senza bruciarmi
(ma tu non ci pensavi)
e mi venivi incontro per abbracciarmi
- ed io quel giorno - pure
che non mi sotraevo

Inconsistenza del quieto
- troppo quieto -
mendace astrazione -
ripiego

e

PAUSA.

Riguardo l'accettazione che per te non ha valore
Fucili isterici e
Baionette scariche scariche
Nemmeno si rizzano più
Le baionette
Si leva e si mette
Buchi vuoti
Che resteranno vuoti
Gentilezze
Nefandezze
Cercavo chi?
Qualcuno che non aspirasse semplicemente
Ad essere qualcosa?
Qualcuno/a?

Crediamo che anch'essi esistano
innanzitutto
sennò non si capisce il clima
sui giornali a volte
eccessivi
sdruccioli
fuorvianti
a sezionarli
dove eravate quando vi cercavamo?
Nessuno può dirsi esperto
radici nel sociale
volesse dire qualcosa
ecco che noi l'avremmo già detto
senza rispetto
seduto sul letto
a gambe incrociate
usucapisce usucapisce
pezzo pezzo la sopracoperta
il lenzuolo di sopra
e di sotto
il materasso
usucapisce la rete
e le gambe
lunghe leggere
usucapisce il concetto stesso
di letto
anche solo per
diletto.

Le capsule si spezzano da se' ed ecco disegnano monolocali neri in cui le finestre sono specchi nei quali si invecchia solo a guardarci e le porte non hanno maniglie e come hai fatto allora ed entrare? e? come conti di uscire e/o di sbattere dove la testa adesso?

s'incidono passano e strappano: strapassano strapazzano. ogni volta che si metta in dubbio il senso del mio fidarmi ecco qua mi si attorcono le budella e mi cola il sangue dall'orecchio sinistro eppure eccomi qua che sorrido.

e nulla importi del mio sguardo triste - mi si consenta una privacy - di questo non debbo render conto a nessuno.

e sono il più sportivo davvero arrivo all'ebetismo puro, io, pur di starci perché lo so alla fine allora che ho giocato a fare fino a questo punto allora?

Intorno non c'è dispetto
per quanto lui creda
ecco ha fatto male i conti
senza considerare la pura meccanica
che non ha bisogno di alcun pretesto
a questo non ha pensato
e nel confezionare moventi
di quelli intelligenti
a scelto solo quelli aperti
appiccicarli
per forza
pure spenti
non so se possa averne un vantaggio
c'è tutto aprile prima
e poi maggio
poi giugno luglio agosto
per allora sarà a posto?

Non esiste modo
per trascinarlo al mondo
caso mai tirarlo a fondo
guardarsi attorno
dove non ha il tempo proprio
di guardarsi attorno
e allora che desume?

Dovrebbe semplicemente rinunciare
a interpretare le mosse
e le frasi le sviste
è solo pattume
lo era già prima
pure se era di più
sembrava
di più
più tempo
per vedere.

Lo spazio a volte nemmeno è una idea chiusa.
Allora figuriamoci il resto
figuriamoci il resto!

Patatine senza figure
un amore senza paure
le viole che dure
come sculture

tra i lacci con grazia
per carità.
Piano in città.

Che mi sento ispirato irradiato risucchiato
verso un preciso destino schedato
sia tracciato che improvvisato
in effetti
a tratti libero
inventato
già inventato
pre fabbricato
incartato
a lucidi e campanellini

meraviglia della notte...

Questa notte che si fa aspettare
si fa passare
una notte da guardare
da sedere.

Il piantone è l'unico
senza bicchiere
senza potere.

Il piacere è in salita
un picco
siamo d'accordo
si gode in su
su su su su su su su su su su su
poi
si torna giù.

I conti tornano i tonti
a casa
tabula rasa tabula rasa
tabula rasa rasa rasa
che pa sa?

I miei pensieri a tratti
in salita
e poi arrendersi
alla vita
di salita in salita?

Non pa sa

e come gatti
a tratti
neri arancio bianchi
anche sullo stesso pelo
perché no? Un pelo intero.

Aprendo la bocca
dilatando le pupille
saremo faville
nel buio e fiati
miagolando aggraziati
strusciandoci su calzoni di lana
elettrici
nel contatto
ci spetta qualcosa
per contratto
un pelo di gatto?

Casa tua casa tua casa tua
questo mica lo fai a casa tua, vero?
Cenerinterra
piedi sul
tavolo pure fino a tre
alla volta cavolo
casa tua casa tua
fai quello che ti pare
a casa tua
vallo a fare a casa tua
casa tua casa tua casa tua
fatti pure la bua
fattela a casa tua

Il gatto entrò dentro di lui cinque sei sette volte di seguito, lasciandolo del tutto esausto e tremante, poteva dedurre la propria soddisfazione dal calore del proprio fiato - almeno di questo era convinto - il mulinare dell'aria attorno ai più semplici movimenti, addirittura riusciva a sentire questo! Era come tornare indietro di anni, di secoli, di interi periodi.
Non ricordava neanche più quando, si fosse sentito così.
Il gatto cazzo, il gatto!
Recuperò tutto il fascino del concetto di gatto, disseppellendolo da strati e strati di abitudine al concetto di gatto, ecco che attimo dopo attimo il gatto era sempre più gatto di denti ed unghie pelo - piuttosto che il gatto gi a ti ti o. Piuttosto che quello.
Graffiare soffiare ronfare, altroché gi a ti ti o.

Entrando s'abbottonò il soprabito e salito sul davanzale seppe dire ancora 'salve'.
Ma senza poi saltare, altroché, neanche un passo.
Difatti non aveva l'aspetto in movimento - in fermento - ancora un portento - tutto abbottonato tutto contento che guardava in strada.
Per certi versi la voglia (sospiro) d'una spada.
Lentamente adesso.
Il sangue che va e viene all'interno delle vene - come lui - all'interno del palazzo su e giù nell'ascensore - di solito - ma non oggi.
Oggi è tutto un amore di cappottino che scavalca e muore - se ariva in fondo senza aggrapparsi certo che muore.
Lo specchio del suo ascensore.
Inutile e verticale - che vale?

Tra il dire e il dare c'è di mezzo il pane
frugola a vuoto
chi frugola doppio
e lo stesso:
lo scoppio.

Ecco un inverno
cencioso & cisposo
immagini dal centro del cerchio
vedo bene pure scorrendo il perimetro
a me sembra sia il perno
a ruotare
- all'inverso
ma non credo ci possa dare ragione
all'uno o all'altro
se non uno fermo
esterno
ulteriore come la ruota
che è furore
quello che dico è solo la forma attuale
di quel che sento
e dunque inattuale,
perché già che l'ho detto
adesso lo sentivo e non lo sento più,
solo quello:
sento quello + qualcosa di nuovo almeno,
fosse pure la semplice constatazione di quello
adesso ch'è stata fatta
o la constatazione d'averlo constatato.

Sempre di più,
dove la catena è infinita
ma in nessun caso si può dire che a causa di ciò i singoli anelli siano omologhi o interscambiabili - il terzo anello è il terzo anello come il quarto è il quarto.

L'unico modo di sapere com'è il centesimo anello è di andarci al centesimo anello, passando per tutti, dal secondo al novantanovesimo
nessuna previsione è possibile
che non resti solo teorica sino all'istante del suo avverarsi
ma pure lì è solo per questa singola volta
non si poteva dire prima

(...)

anche il cervello gli sorrideva. ed il suo corpo sembrava dirgli grazie grazie grazie! - pensava di essere una pompa - vengono a rimetterlo domani - mentre la donna chiudeva le tre serrature, lui aveva raggiunto l'ascensore; e dire che pensava d'essere in po-mpa - e lo avrebbero dimesso domani (sarebbero venuti) ma quali tre serrature?

(...)

Piano esci piano senza rumore e senza lasciare briciole/nessuna traccia del tuo passaggio per carità: ch'io possa svegliarmi senza passare poi la vita sulle tue tracce - coprile bene/persino il ricordo/ch'io possa
eman
ci
par
mi

ecco il tuo sguardo di allora
(ce l'hai ce l'hai ancora!)

o sono io ad essere cresciuto/cambiato?

quanto meno.............................................tanto più panico!

ora il riscatto crescerà di minuto in minuto
e non c'è nulla che si possa fare per velocizzare la procedura - che questa è la natura del processo - o la natura e basta pure.
e allora non è il gioco ad essere così:
sono le parti le parti le parti ad esserlo,
così.
imperfette
...inesperte, insomma.

quanto meno.............................................tanto più panico!

 

Il milite invalicalibile

il milite di sopportazione

ed ogni pazienza ha un milite
ogni milite ha una pazienza!

(ma è un caso-milite)

la muffa la muffa
la muffa armata!

e poi del tutto spontaneamente
si presenta
ed è lui:
il primo passo per diventare invisibili
senza avere alcuna alcuna alcuna voglia di spiegarsi
- hai voglia che mi spieghi? - e dove iniziare
dove finire soprattutto - restando poi incoerentemente in vita?
tanto................................................................(etc)
attenti solo a non tagliarmi
che non saprei ricucirmi

un fantasma che sussurra dal buio

neve gialla neve gialla!

passaggio dopo passaggio basta
è finita la speranza
la baldanza:
la costanza, nella baldanza.

Inanellati tutti i peggiori
presi al volo insuccessi e sconforti
- guardandosi alle spalle senza scorgere nulla come del resto davanti -
ecco allora:
perché e verso cosa fuggire?

è semplice pensiero che scava & ricama
mi chiama si chiama
la vastità del pigiama
un caso esemplare:
un panorama,
ma non tagliarmi
che non saprei ricucirmi.

Riuscirmi.

Quel del corredo
che ne accade e basta
e chi lo segue?
Stellette stellette
cambi e cappotti
stivali
cambi solo per quel che vali
generi uguali per uguali
che li generi a fare?
- Urla in sottofondo
gemiti -
Piccoli movimenti
riattaccano quando vogliono
nulla li impressiona
e sono insostituibili
sennò chi li impersona
loro è il mondo
la vita
che sono immancabili
ingiudicabili
da prendersi come sono
prima e dopo i pasti
inutile litigarci
opporsi
meglio prenderli
senza contrasti.

Nel cubo di vetro aspetto le ore
du ore
sinonimo di mooooooooooooooolto tempo
non ce mette du ore
e invece ecco qua nel cubo blindato
senza fucile di giorno
di notte con
altre du ore
chiudendo le bocchette con pezzi di giornale
picchiando la stufetta
mi vedo di lontano
dall'alto che si inquadra tutto il cortile e sotto la porta
c'è un cubo
un cubo nero e trasparente
forse luccica pure
du ore
10°ska97 regna
4°ska
12°ska 87 94 92 97 85 86 92 98 98 98 98
rane rospetti ranone

poterne o non poterne più
ormai è una questione di stile
l'eleganza e la conoscenza di tutti i possibili giochi
la baionetta arrugginisce
e s'esibisce
se non nel cubo - in cortile
sui divanetti
sui legnetti.

Lasciai indietro la disperazione che correre di più non si poteva ed ecco non la sentii più - per la prima volta dopo tanto tempo - non sentii il suo fiato sul collo, e mi girai e non c'era più.

Una foglia secca attraversò la strada trascinandosi.

Avevo un amico dottore che sapeva prendere il meglio di tutto - tutto al meglio, sapeva prendere. E dunque lo andai a trovare.

Adesso stava prendendo una fiala sottile di bollicine verdi - tutta una effervescenza - un albero frusciante/parlante - dai consigli ambigui.
Deglutisce la fiala - ah! Deglutisce la fiala - ah!

La fiala verde lo fa verde ----- effervescente lo fa
la fiala effervescente!

..............................................................bollicine............................
.............................pizzicando......................................
salendo..........................................salendo.......

Mai stato l'amico più dottore di così.
Professionale nell'incidere spremere pulire
cucire
tingere medicamentoso.
Mai il dottore più amico di così.

Va bene non so che cerco, ma almeno riconosco quello che trovo. Raccolgo i bambini morti e li infilo nel paniere assieme ai buoni pensieri piccoli misteri non mi sottraggo - no non mi sottroaggo, io - nemmeno ai doganieri.

Resto in disparte udendo gli ordini provenire e giungere - stimolare - il plotone che marcia/marcisce la muffa la muffa la muffa
il cielo imbrucia/imbrunisce.

D'antipatie e conversioni - gelosie.
Una questione di prestigio personale lo stimola al gioco
di prestigio, il pomerigio, grigio.
Al suo proprio uffigio.

Qui vengono portati i bambini e viene fatta una prima cernita tra quelli che volano e quelli che no.

Solo i bambini aspettano - non conoscendo ancora i pulsanti del mondo - non pretendendo certo di conoscerli tutti per cominciare a muoversi, ma ecco, almeno qualcuno... E invece altro non possono che pigiare a caso e ricevere ceffoni. Troppo troppo bambini ancora per distinguere e riconoscere - ricordare perfettamente: questa è forse una qualità degli adulti.

Cosa ti piacque di questa cartolina?
Il ponte?
La bici?
Montelbaanstoren?
Una vale l'altra?
L'uno
l'altro?

Bum!

La cattiveria a volte per gioco, per rompere la noia - solo questo - ma davvero può essere SOLO questo? La catti/veria.
Catturarli al suo passaggio - incatenarli alle sue cazzate, ben sapendo (lui almeno) che si tratta di cazzate.
Magnifico magnifico.

Il ponte di legno sul quale non ci siamo baciati e che poi è bruciato - il ponte di legno sul quale non potremo baciarci - sul quale avrei voluto condurti.
Per baciarti.
Mai stata a Lugano?

Ed il cielo imrucia/imbrunisce
s'esibisce.

schizzando di palo
in frasca in tresca in vasca
vapori
in vasca
sali
innocenti mari
dietro i quali sorgere
e pure tramontare
calmi o agitati che siano
riflettendosi in ogni singolo spruzzo
se è il caso
in ogni gocciolina che sia.

(...)

al di là della forma ci sono sempre gli stessi colori
le stesse sostanze
imperfezioni circostanze
le stanze la stanza e questa
v a c a n z a
al termine della quale
è previsto
comunque
ecco che
rientro
al/nel
corpo

senza nemmeno fare troppe storie
- viste le circostanze -
chi poteva aspettarsi
una così totale
suddita
subita
sudditanza
totale
acquiescenza?

Ritorno questo sì
ma di giorno
come un fatto concreto e non
di notte e senza
scarpe rotte
ritorno allo spiedo
con tutta la speranza
che resta
sotto il livello dell'olio
e quella sopra
muffisce
e non ne ho altro
per riportarlo a livello
l'olio è solo quello
e per fortuna
non è litigarello.

Queste strade inverse

- ogni tanto una sirena
che attraversa la scena -

noi perché ci siamo?
perché non ce ne andiamo?

Ho il cervello asciutto
in quesi giorni
asciutto asciutto
continuando ad alzarmi all'alba
e questo è tutto
muoiono i pensieri
troppo mattinieri
li cancello assieme ai sogni
materiale di passaggio
registrazioni di controllo
che confronto col mondo
appena del tutto sveglio
controllo dove
e quando
son sveglio
adesso ricordo
ma va meglio?

Solo a volte
le storie corte le strade morte
solo a volte ritrovo
aperte quelle chiuse
e chiuse
le aperte
di porte
solo a volte
perché sennò nulla
si muove
prima delle nove
e dopo le nove
il confronto è compiuto
e cancello cancello
ciò che è avanzato
questo è il creato
lo richiudo
il cancello
che tutto il resto

- è evidente -

l'ho inventato.

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